Val Pellice
- Villanova (Bobbio Pellice), 1225 m
- Croce (Colle della), 2299 m
Conca del Prà, uno dei pianori più suggestivi delle nostre Alpi, questa una definizione che si addice all'amena conca adagiata tra le acuminate cime dell'alta val Pellice.
Un piacevole ritorno quindi, dettato anche dalla possibilità di raggiungere con comodo sentiero il valico verso il Queyras costituito dal colle della Croce.
La neve in questa stagione particolarmente nevosa ricopre ancora le cime fin sotto i 2000 e quindi la comoda passeggiata diviene un'escursione di tutto rispetto. Un bel tratto nel bosco di larici richiede la ricerca delle poche tracce del sentiero (non ben segnato), per evitare di trovarsi su terreno impervio. Fortunatamente il manto nevoso portante facilita la progressione (tranne pochi tratti in quota).
Splendido il colpo d'occhio dal primo colletto fuori dal bosco: la conca del Prà laggiù in basso è sormontata dalle superbe moli di Manzol, Granero e Monviso, nonché dalla cresta del Bersajas (o Pic Traverse) che costituisce il confine col Queyras.
Proseguo fino al colle e poi ad un monolite appena più sù per poter scorgere il borgo di Ristolas adagiato nella valle della Guil e ammirare la bella vetta innevata del Custassa.
Discesa senza problemi ricalcando le orme di salita (rimarcate da un paio di escursionisti che hanno seguito le mie tracce), quindi breve digressione nella conca fino all'Alpe del Prà, poi tappa obbligata al rifugio Jervis per birretta e tagliolini.
Le vicende di Willy Jervis narrate nella prefazione al menu del rifugio sono un forte richiamo alla memoria, un dovere civico affinché non si dimentichi da dove veniamo. Altro memento sono i proclami di epoca fascista rimasti a bella posta su alcune facciate vetuste delle borgate di Bobbio.
E pensare che alcuni invece rinnegano quei fatti così decisivi per la storia del nostro Belpaese.